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INDICE DELLE GALLERIE




~~ Galleria 11 ~~
carte regionali

mazzi a semi spagnoli
· pagina 1 ·
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GLOSSARIO
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stili nazionali  -  I

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pagina 2
stili
nazionali - II
pagina 3
antiche edizioni
di fantasia
pagina 4
stili
sudamericani
pagina 5
lo stile
Cadíz



La Spagna è la nazione europea dove gli Arabi, che per tutto il Medioevo ne dominarono il meridione, lasciarono l'impronta culturale più profonda, comprese ovviamente le carte da gioco. Nella seconda metà del XIV secolo i naiperos (fabbricanti di carte da gioco) erano probabilmente già attivi in Catalogna, nel nord-est del paese. Quando pochi decenni dopo in Italia cominciò ad apparire il tarocco, a differenza di molti altri paesi la Spagna rimase impermeabile a questo nuovo gioco, e mantenne semplicemente il mazzo a 48 carte. Note storiche più dettagliate vengono esposte in un paragrafo successivo.
Spagna

L'antico stile delle carte spagnole prese i quattro semi da quelli arabi, cambiando leggermente i segni dei due semi lunghi (che in origine erano rappresentati da scimitarre e bastoni da polo) e trasformandoli in qualcosa di più facilmente identificabile per la popolazione locale, cioè spade dritte e nodosi randelli.


semi spagnoli
Le tre figure di ciascun seme, che nei mazzi arabi venivano identificate solo per mezzo dei loro nomi, furono illustrate, e la loro qualifica trasformata in fante (che in origine era il viceré in seconda), cavaliere o cavallo (l'antico viceré), e re, l'unico ad essere rimasto immutato. A pagina 5 viene mostrato un esempio di carte spagnole dei primi del '500.
Lo stile spagnolo antico differiva da quello che negli stessi anni si era sviluppato in Italia da un antenato in comune, cioè dalle carte dei Mamelucchi. Per quasi tre secoli in entrambi i paesi le carte si svilupparono in modo parallelo.
In seguito, quando l'Italia meridionale cadde sotto il dominio spagnolo (XVII secolo), le carte si propagarono nelle areee centrali e meridionali del paese, lasciando una profonda influenza su molti stili locali, benché questi ultimi raggiunsero una conformazione definitiva assai più tardi, nel XIX secolo (cfr. la galleria italiana per ulteriori dettagli).

assi di Coppe assai somiglianti:
edizione spagnola dei primi dell'800
e (a destra) le carte siciliane

I mazzi tradizionali spagnoli sono composti da quarantotto carte; ogni seme ha valori dall'1 (asso) al 9, e termina con un fante, un cavallo e un re. Questi ultimi tre soggetti hanno un piccolo indice numerico: rispettivamente 10, 11 e 12. A partire dal XVII secolo alcuni giocatori cominciarono a scartare gli 8 e i 9; il più antico gioco che richiedeva un mazzo da quaranta carte era El Hombre (attualmente conosciuto come El Tresillo). Ancora oggi diverse edizioni sono prodotte con solo quaranta carte; in queste, ogni seme va dall'1 (asso) al 7, e termina con le tre figure. Poiché quest'ultime mantengono sempre i loro indici regolari (10, 11 e 12), in tali edizioni all'apparenza esiste un "buco" fra il 7 (la carta non figurata più alta) e il valore successivo, cioè il fante (10).

Baraja Española N°.1,
stile castigliano di Fournier (Spagna)


l'unica edizione a doppia testa di Fournier, detta Gemela (N°.275)
Le figure spagnole sono sempre a testa singola, con l'eccezione di un'edizione che in passato Fournier aveva prodotto con soggetti a doppia testa, chiamata Gemela ("gemella").

In molte edizioni a quarantotto carte spesso il mazzo ha due soggetti aggiuntivi: equivalgono ai jolly, e in spagnolo sono detti comodines (cioè "carte comode"). Queste due carte non hanno un'illustrazione predefinita: a volte hanno un'etichetta, o un logo, o un personaggio di fantasia, o qualsiasi disegno che il produttore ritenga adatto allo scopo.

In tutti i mazzi spagnoli, indipendentemente dallo stile, ogni soggetto è contornato da una linea nera, la cui porzione superiore ed inferiore segue un particolare schema a seconda del seme di appartenenza:
  • linea continua, Denari
  • linea interrotta una volta, Coppe
  • linea con due interruzioni, Spade
  • linea con tre interruzioni, Bastoni

Baraja Española in stile castigliano di Naipes Briscia (Hong Kong,
nonostante il nome), che produce carte prevalentemente per esportazione


NOTE STORICHE

Gli albori della produzione delle carte da gioco in Spagna sono strettamente legati alle carte moresche, che erano state introdotte nel paese durante il XIV secolo. Ciò che rimane oggi di quel materiale è così scarso che possiamo appena immaginare come il primo tentativo di sviluppare uno stile locale sia stato dettato dalla necessità di rendere più comprensibili ai giocatori spagnoli quegli "strani segni" delle carte arabe, che formavano dei complessi intrecci. Ciononostante, la struttura del mazzo rimase immutata, cioè una serie di valori espressi per mezzo di segni ripetuti più volte e figure, divisi in quattro semi (cfr. il tarocco ed altre carte antiche, pagina XV); lo stesso vocabolo indicante le carte da gioco, naipes, viene da naîb ("reggente, viceré"), la carta che nel mazzo dei Mamelucchi veniva subito dopo il re.
L'introduzione di personaggi illustrati a rappresentazione delle figure, e la scomparsa dei 10, sono le caratteristiche più rilevanti del primo stile spagnolo, sebbene ancora privo di uno stile ben definito, anche per via delle incisioni xilografiche piuttosto grossolane, che non consentivano una resa grafica dettagliata dei soggetti, soprattutto dei segni dei semi.

4 di Denari
(metà del '500)
I più antichi mazzi con una chiara impronta spagnola sono databili attorno alla seconda metà del XVI secolo; alcuni di essi furono stampati in Francia, come prodotti d'esportazione per il mercato iberico. Benché un vero e proprio stile non fosse stato ancora stabilmente raggiunto, alcuni degli elementi grafici in comune già comprendevano dettagli tipici, come cavalieri che montavano cavalli sproporzionati e dalle zampe tozze, un asso di Bastoni lungo e sottile, spesso sorretto da un putto, una stella a sei punte a riempimento dello spazio vuoto centrale del 4 di Denari, e soprattutto le due teste sul grosso segno centrale del 5 di Denari, che si guardano l'un l'altra, e che rappresenterebbero Ferdinando di Aragona ed Isabella di Castiglia, il cui matrimonio nel 1469 riunì il paese sotto un'unica corona.

Nel XVII secolo il produttore Pere Rotxotxo di Barcellona creò uno stile leggermente diverso, chiaramente basato sulle precedenti edizioni, ma con sufficienti elementi da poter essere considerato uno stile proprio.

XVII secolo: carta spagnola
prodotta a Bayonne
In particolare, comparvero per la prima volta le cornici continue o interrotte che indicano il seme di appartenenza, e i re acquisirono la tipica forma ancora presente nello stile catalano (descritto a pagina 2). Il 4 di Denari non aveva più la stella a sei punte, ma così come gli altri tre 4 del mazzo aveva uno stemma, oppure una piccola veduta con minuscole figurine. Sul cavallo di Coppe Cominciò a comparire anche la tipica espressione Ahí va (o Aí va), che si è conservata sino ad oggi (vedi pagina 5).

XVII secolo: carte spagnole
prodotte a Bordeaux
Questo stile si consolidò nell'arco di altri due secoli, tanto in Spagna (Barcellona, Madrid, Siviglia, Toledo, Valencia, ecc.) che nel sud-ovest della Francia (Bordeaux, Bayonne, Tolosa, ecc.); alcuni cartai francesi arrivarono anche a stabilirsi nel nord della Spagna. Inoltre queste carte furono esportate nelle colonie spagnole dell'America centrale e meridionale, ed anche lì attecchirono (cfr. pagina 3).

ristampa di un mazzo prodotto a Siviglia nel 1647
(dal Museo Fournier di Alava-Gasteiz, Spagna);
era ancora usata una cornice standard, senza interruzioni
Nel corso dell'800, in diverse parti del paese alcuni produttori tentarono di dare vita a stili indipendenti, ma la maggior parte di questi ultimi non ebbe grande successo, scomparendo entro qualche decennio. Gli unici tre che incontrarono il favore dei giocatori locali furono un'edizione di lusso disegnata nel 1810 da Clemente Roxas di Madrid (cfr. pagina 2), lo stile Cadíz, così chiamato dalla città meridionale dove nacque agli inizi del secolo, e lo stile castigliano (questo nome gli fu attribuito solo in epoca recente), creato alla fine dello stesso secolo dal famoso produttore Fournier.
Nel frattempo anche lo stile nazionale che era stato usato fino ad allora subì alcune leggere modifiche, evolvendo in quello catalano attuale.


Nel corso del XX secolo, mentre la popolarità dello stile castigliano cresceva in patria, fino a divenire il nuovo stile nazionale (Baraja Española), gli altri due finirono con l'avere maggior successo all'estero, in alcuni paesi del Nordafrica e del Sudest Asiatico (Cadíz), nonché in America Latina (carte catalane).





ristampa di un mazzo prodotto a Valencia nel 1778
(dal Museo Fournier di Alava-Gasteiz, Spagna)
sono presenti le cornici relative ai semi, ed anche
l'espressione Aí va sul cavallo di Coppe





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nazionali - II
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antiche edizioni
di fantasia
pagina 4
stili
sudamericani
pagina 5
lo stile
Cadíz




GLOSSARIO

significato letterale
NAIPESCARTE DA GIOCO
BARAJAMAZZO
PALOSpaliSEMI
OROSoriDENARI
COPASCOPPE
ESPADASSPADE
BASTOSBASTONI
DIAMANTESdiamantiQUADRI
CORAZONESCUORI
TRÉBOLtrifoglioFIORI
PICOSPICCHE
ASASSO
SOTAFANTE (mazzi a semi spagnoli)
PAJEpaggioJACK (mazzi a semi francesi)
CABALLOCAVALLO
REINADONNA / REGINA
REYRE



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